| Rumore |
INTRODUZIONE Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti tra quelli compresi nell’igiene del lavoro. La continua meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio. Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, non è stato seguito da adeguate misure preventive. Il tempo di esposizione e la pressione sonora sono fattori fondamentali per definire l’azione biologica del rumore stesso. Data la complessità dell’azione biologica del fenomeno rumore, altri parametri possono influenzare la sua azione quali, la distribuzione delle frequenze sonore o le caratteristiche proprie degli individui. EFFETTI SULLA SALUTEIl rumore è causa di danno all'udito (ipoacusia e sordità) e in Italia comporta la malattia professionale statisticamente più significativa. Gli effetti nocivi per l’uomo possono esser distinti in:
INCIDENZACome si osserva dai dati INAIL, nel 2007 l'incidenza di patologie professionali causate da rumore (ipoacusia e sordità) è la più rilevante dopo l'ampia gamma di malattie muscolo-scheletriche.
TIPOLOGIE LAVORATIVE A RISCHIO In linea di principio nessuna attività lavorativa esclude a priori un suo lavoratore dal rischio rumore, ma è chiaro che esistono determinate tipologie lavorative che sono più di altre caratterizzate costantemente da ambienti rumorosi (discoteche, cantieri in genere, aree produttive delle fabbriche, ecc.). Questa considerazione non può però far sì che si debbano sottovalutare tutte quelle situazioni rumorose in cui un qualsiasi lavoratore potrebbe trovarsi all'interno della propria attività (laboratorio, impianto sportivo, bar, cucine, negozio, ufficio, ambulatorio, ristorante, miniera, ecc.).
I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE
NORMATIVA VIGENTEIl D.Lgs 81/2008 fissa i seguenti limiti di esposizione e i valori d’azione in relazione al livello di esposizione giornaliera (LEX,8h) e settimanale (LEX,w) al rumore e alla pressione acustica di picco:
Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. (fonti: ISPESL, INAIL, D.Lgs. n.81 del 9 aprile 2008)
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